Procreazione Assistita      

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LA PROCREAZIONE ASSISTITA E’ UN ATTO D’AMORE: AI REFERENDUM VOTIAMO 4 VOLTE SI’

All’avvicinarsi della scadenza elettorale mi rendo conto che la sfida non è tra le ragioni del sì e quelle del no, bensì tra le ragioni del sì e i torti di coloro i quali invitano gli elettori a non andare a votare. Dietro il non andare a votare c’è tutta l’assenza di argomentazione del fronte del no.

Alle elezioni politiche tutti ci ricordano che dobbiamo recarci alle urne, perché il voto è un dovere civico, ma in questo caso su temi così profondi come l’autodeterminazione della donna, la libertà di ricerca scientifica, i diritti dei malati, si invitano le persone ad andare al mare perché sono cose che non possono capire. Se il referendum riguarda un fatto di coscienza e la coscienza è individuale perché mai l’individuo non dovrebbe pronunciarsi?

Che Stato è  quello che si arroga il potere di decidere su un fatto di coscienza individuale, trasformando di fatto il peccato in reato? Con questa legge la concezione cattolica della famiglia viene trasformata in un’ideologia di Stato che tutti devono rispettare.

Mi riesce difficile pensare che nell’epoca in cui viviamo possiamo aver paura della scienza, credo invece che dovremmo aver paura di coloro che, in nome di un falso moralismo la vogliono oscurare, limitando la speranza di genitorialità di ognuno di noi o di chi ci sta accanto.

 In questa sede non è importante entrare nel merito del quesito, ma è importante dire che votando SI, si restituisce la libertà alle persone di agire secondo la propria coscienza e soprattutto di poter scegliere.

Io penso che una coppia che non può avere figli è colpita da un grande dolore, assimilabile per certi aspetti a quello di chi ha una malattia grave.  La lezione più grande che l’uomo può imparare in vita sua non è che nel mondo esiste il dolore, ma che dipende da noi trarne profitto, che ci è consentito di trasformarlo in gioia.

Questa gioia che poi altro non è che gioia di avere la libertà di poter essere genitori è un concetto difficile da definire, ma è certo che nei giorni 12 e 13 giugno questo concetto avrà un valore numerico: il numero delle persone che andranno a votare e che votando sì consentiranno nel futuro a tutte le altre comunque di decidere.

                                                                                                                                       Rino Schiavone

 


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Aggiornato il: 25-10-05.